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Il ducato, passato dai Longobardi al controllo della Chiesa Romana, nel 986 viene consegnato da Giovanni XV a Tebaldo di Canossa. La posizione particolarmente favorevole della città (posta su un fiume di grande rilevanza, in un nodo geografico naturale tra mare Adriatico e pianura Padana, tra Romagna e regioni settentrionali) con il relativo interesse strategico e commerciale, ne fa oggetto di continue contese tra impero e papato. Sotto tale clima si sviluppano lotte interne tra le famiglie più potenti divise tradizionalmente in Ghibellini e Guelfi, mentre nel conflitto emergono forze tendenti allo Sviluppo di una autonomia comunale. Gli Estensi entrano in lizza chiamati dalla fazione Guelfa ed in breve tempo, divenuti la famiglia più potente della città, anche con l'aiuto dei Veneziani, ne assumono il controllo e Obizzo II viene proclamato Signore nel 1264. Per oltre un secolo l'egemonia estense è turbata da discordie interne e contrasti con il papato; alla fine del XIV secolo l'erezione del castello da parte di Nicolò Il (1385) e l'assegnazione di sede universitaria ottenuta da Alberto da Papa Bonifacío IX (1391), testimoniano un consolidamento duraturo, che porterà fervore di vita e fama alla città di Ferrara. Niccolò III Leonello e Borso danno ulteriore lustro alla signoria; il primo portando in Ferrara il Concilio Ecumenico dei 1438, il secondo attorniandosi di un circolo umanistico e soprattutto letterario di elevata e fine cultura ed il terzo ottenendo nel 1452 il titolo di Duca di Modena e Reggio dall'imperatore, ed il titolo di Duca di Ferrara dal papa nel 1471. |
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Ferrara diviene una provincia di confine del grande Stato della Chiesa e la maggior opera dei secolo XVII resta la costruzione della Fortezza demolita nel 1859.
La città venne occupata dal francesi nel 1796 ed In seguito fece parte della Repubblica Cisalpina, della Repubblica Cispadana e del Regno italico sino alla riannessione nello Stato Pontificio, nel 1815. Con il plebiscito del 18 marzo 1860 entrò a far parte del regno d'Italia. La storia moderna della città é caratterizzata negli ultimi anni del secolo scorso ed i primi di questo secolo dagli scioperi dei bracciantato organizzato (memorabile lo sciopero di Ponte Albersano che nel 1901 vide concludersi gli scontri con l'esercito con morti e feriti) a testimonianza dell'impegno civile delle masse operaie che affrontavano con coscienza politica le proprietà agrarie. In questo clima si sviluppò in Ferrara una forte e consolidata fazione del fascismo trainato dalla figura di ltalo Balbo. L'ultimo conflitto mondiale ha visto l'azione delle forze della Resistenza impegnate con forti sacrifici e vittime, mentre la città subiva diversi bombardamenti anche a scapito di monumenti di grande valore, aprendo il cammino della popolazione ferrarese verso li rinnovamento democratico della repubblica. |
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