Breve Storia di Ferrara

I primi documenti che parlano di Ferrara risalgono all'VIII secolo d.C. Essi consentono l'individuazione di un ducatus ferrariae promesso nel 757 da Desiderio al Pontefice Stefano II. Tali note fanno presupporre che in epoca alto-medievale Ferrara fosse già un organo politico-amministrativo di rilevanza territoriale.

Precedentemente, su questo stesso territorio, troviamo reperti di tipo archeologico che testimoniano insediamenti dell'età del bronzo, nella zona di Bondeno, e insediamenti di influenza etrusca del VI secolo a.c. a Spina, nella zona litoranea presso Comacchio, ove una intensa e proficua attività di commercio, soprattutto con la Grecia, aveva consentito un fiorente sviluppo. Il territorio passò poi dall'influenza etrusca sotto quella dei Galli, e vide in seguito il formarsi di insediamenti romani (Voghenza, Maiero, Gambulaga).


Il ducatus ferrariae nasce lungo il corso principale del Po nel punto ove si dipartiva, dal ramo del Volano, il ramo di Primaro. Il vero nucleo originale della città non è ben definito; si individuano infatti due momenti tra i quali non é possibile stabilire un preciso legame in qualche modo consequenziale, ma che indubbiamente concorrono allo sviluppo della città. Il primo è il nucleo, posto all'interno della confluenza dei due rami fluviali, costruito attorno alla cattedrale di San Giorgio, nuova sede vescovile dopo la decadenza della cattedra di Voghenza; il secondo è il castrum bizantino (quartiere San Pietro), sulla riva opposta a nord, ove esisteva un insediamento fortificato di origine militare di confine.

Il ducato, passato dai Longobardi al controllo della Chiesa Romana, nel 986 viene consegnato da Giovanni XV a Tebaldo di Canossa. La posizione particolarmente favorevole della città (posta su un fiume di grande rilevanza, in un nodo geografico naturale tra mare Adriatico e pianura Padana, tra Romagna e regioni settentrionali) con il relativo interesse strategico e commerciale, ne fa oggetto di continue contese tra impero e papato. Sotto tale clima si sviluppano lotte interne tra le famiglie più potenti divise tradizionalmente in Ghibellini e Guelfi, mentre nel conflitto emergono forze tendenti allo Sviluppo di una autonomia comunale.

Gli Estensi entrano in lizza chiamati dalla fazione Guelfa ed in breve tempo, divenuti la famiglia più potente della città, anche con l'aiuto dei Veneziani, ne assumono il controllo e Obizzo II viene proclamato Signore nel 1264. Per oltre un secolo l'egemonia estense è turbata da discordie interne e contrasti con il papato; alla fine del XIV secolo l'erezione del castello da parte di Nicolò Il (1385) e l'assegnazione di sede universitaria ottenuta da Alberto da Papa Bonifacío IX (1391), testimoniano un consolidamento duraturo, che porterà fervore di vita e fama alla città di Ferrara. Niccolò III Leonello e Borso danno ulteriore lustro alla signoria; il primo portando in Ferrara il Concilio Ecumenico dei 1438, il secondo attorniandosi di un circolo umanistico e soprattutto letterario di elevata e fine cultura ed il terzo ottenendo nel 1452 il titolo di Duca di Modena e Reggio dall'imperatore, ed il titolo di Duca di Ferrara dal papa nel 1471.

La città nel frattempo, già ampliata nella sua cerchia muraria sino agli attuali allineamenti di viale Cavour e corso Giovecca, con Ercole I (1471-1505) viene ulteriormente grandiosamente recinta, accresciuta ed abbellita con la famosa Addizione Erculea ad opera dell'architetto di corte Biagio Rossetti.
Alfonso I, Ercole II ed Alfonso II gestiscono con minor fortuna il ducato sino a perderlo nel 1598. Per mancanza di successione legittima il papato ritorna a governare direttamente su un territorio impoverito dalla politica fastosa degli Estensi, e minato commercialmente dallo spostamento a nord del ramo principale del Po (che favorì i mercanti veneziani), con il risultato di un pesante ristagno civile e culturale.

Ferrara diviene una provincia di confine del grande Stato della Chiesa e la maggior opera dei secolo XVII resta la costruzione della Fortezza demolita nel 1859. La città venne occupata dal francesi nel 1796 ed In seguito fece parte della Repubblica Cisalpina, della Repubblica Cispadana e del Regno italico sino alla riannessione nello Stato Pontificio, nel 1815. Con il plebiscito del 18 marzo 1860 entrò a far parte del regno d'Italia. La storia moderna della città é caratterizzata negli ultimi anni del secolo scorso ed i primi di questo secolo dagli scioperi dei bracciantato organizzato (memorabile lo sciopero di Ponte Albersano che nel 1901 vide concludersi gli scontri con l'esercito con morti e feriti) a testimonianza dell'impegno civile delle masse operaie che affrontavano con coscienza politica le proprietà agrarie.

In questo clima si sviluppò in Ferrara una forte e consolidata fazione del fascismo trainato dalla figura di ltalo Balbo. L'ultimo conflitto mondiale ha visto l'azione delle forze della Resistenza impegnate con forti sacrifici e vittime, mentre la città subiva diversi bombardamenti anche a scapito di monumenti di grande valore, aprendo il cammino della popolazione ferrarese verso li rinnovamento democratico della repubblica.